Vespa cinese del castagno: E-R, riparte la lotta biologica

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Torna nel vivo la strategia di contrasto alla vespa cinese che da diversi anni sta infestando i castagneti dell’Emilia-Romagna. Dopo i buoni risultati ottenuti nelle passate stagioni si continua a percorrere la strada della lotta biologica attraverso la diffusione dell’antagonista naturale del cinipide galligeno, ormai a tutti noto come Torymus. I lanci finora effettuati nel 2014 sono già 60. Le nuove introduzioni del parassitoide della vespa cinese, coordinate dal Servizio fitosanitario, saranno distribuite su tutte le province per favorire la diffusione uniforme del Torymus nelle aree castanicole della regione. Privilegiate le aree ad alta quota e quelle dove la riproduzione del Torymus non procede speditamente, con particolare attenzione ai castagneti da frutto e a quelli di valore storico-monumentale.
I lanci verranno effettuati sia con Torymus nati nei nostri castagneti, sia con materiale prodotto dall’Università di Torino grazie al progetto Bioinfocast finanziato dal Ministero delle Politiche agricole e al progetto finanziato dal Gal “Altra Romagna”.
Dai due centri di moltiplicazione regionali di Carpineti (RE) e Loiano (BO) e da castagneti in cui il Torymus era stato immesso nel 2011, sono state raccolte ad inizio anno e portate ai laboratori di Agen.Ter e dell’Università di Reggio oltre 80.000 galle prodotte dalla vespa cinese, dalle quali stanno già fuoriuscendo i primi adulti di Torymus.
Questa è la fase cruciale di tutto il lavoro, perché gli sfarfallamenti degli adulti avverranno nell’arco di 2-3 settimane e gli insetti dovranno essere velocemente immessi nell’ambiente dove possono trovare le condizioni favorevoli per completare il loro ciclo vitale.
Con il materiale già disponibile, nel mese di aprile, sono stati realizzati i primi 60 lanci nei castagneti.
La task force impegnata nell’attività è coadiuvata, quest’anno, dagli studenti dell’Istituto professionale IPAA “Luigi Noè” di Loiano nel progetto “Castanea” di qualificazione del castagno dell’Appennino bolognese, avviato lo scorso autunno, a cui partecipano: il Consorzio dei castanicoltori, il GAL dell’Appennino bolognese, il Comune di Loiano e il Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna.
I ragazzi apprenderanno sul campo le tecniche di lotta biologica alla vespa del castagno, e potranno avere una conoscenza diretta delle problematiche di gestione e difesa del castagneto e dell’intera filiera.

Un Commento in “Vespa cinese del castagno: E-R, riparte la lotta biologica”

  • salvatore scritto il 7 maggio 2014 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 19:16

    sebbene sia difficile e sicuramente antieconomico curare in modo biologico i castagni solitari sparsi ovunque; comunque essi costituiscono focolai di infezione. Sarebbe pertanto opportuno suggerire una alternativa a chi possiede soltanto qualche albero. Sarebbe gradito un consiglio.

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