Veterinaria ad hoc per il mondo delle api
”Per la difesa sanitaria delle api abbiamo in Italia una politica veterinaria inerte ed inefficiente, che non e’ neppure in grado di prendere atto di una parassitosi endemica nel nostro Paese da vari decenni, come la Varroa, e che basa le sue procedure su normative contraddittorie, vecchie di oltre 50 anni: occorre che si facciano con urgenza, anche su questo fronte, dei passi avanti sostanziosi”. Lo chiede, in una nota, Francesco Panella, presidente dell’Unaapi, in occasione del Congresso nazionale dell’ apicoltura italiana che si svolge fino al 7 febbraio a Chianciano. Gli apicoltori chiedono al Ministero della Salute che ”si rinnovi e si ricostruisca finalmente una vera ed efficace politica veterinaria per la difesa sanitaria degli allevamenti apistici italiani”. Il blocco temporaneo, fino al 20 settembre, all’uso dei neonicotinoidi nella concia del mais, considerati responsabili del grave fenomeno della moria delle api, e l’avvio dell’ importante progetto di ricerca Apenet, promosso dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali insieme a molte regioni italiane, hanno ridato speranza – osserva Unaapi – ad un comparto indispensabile per l’impollinazione, l’agricoltura e tutto l’ambiente. ”Gli apicoltori – prosegue Panella – chiedono adesso che si smetta di dedicarsi a sciocche polemiche, e che referenti veterinari e apicoltori si impegnino per collaborare in maniera costruttiva e per fronteggiare in campo le patologie che affliggono le api. Se e quando il Ministero della Salute dara’ un qualche riscontro alla richiesta, avanzata da ormai troppo tempo, e sara’ finalmente convocato un tavolo tecnico, le associazioni apistiche sono piu’ che pronte e disponibili a dare tutto il loro contributo. La speranza e la drammatica richiesta – conclude Panella – e’ che, finalmente, si manifesti una analoga capacita’ e disponibilita’ da parte dell’insieme delle responsabilita’ pubbliche della sanita’ animale”. (ANSA).
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