Vetrina europea per le “eccellenze reggiane”

Fare assaggiare, assaporare i sapori, i profumi, i colori delle eccellenze enogastronomiche reggiane anche ai “palati fini” della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo dove si decide la politica agricola comunitaria in fondo è facile e il successo non manca mai ma “far capire davvero” cosa c’è dietro al Parmigiano Reggiano, al Lambrusco, all’aceto balsamico di Reggio Emilia è molto più complesso: ci sono aziende agricole, ci sono i soci delle cooperative, c’è un intero territorio. Poi c’è passione e la passione apre molte porte: anche quelle del Parlamento Europeo che ha ospitato un meeting voluto da Cantine Riunite & Civ di Reggio Emilia e dal Consorzio “Vacche Rosse” di Reggio Emilia a base di “golosità reggiane” che ha consegnato a oltre 200 opinion leader e parlamentari europei di vari Paesi un messaggi chiaro: i grandi prodotti delle filiere agroalimentari vanno difese con più forza superando anche schemi operativi che rischiano di frenare chi si proietta sui mercati globali. “La dimensione delle imprese cooperative, anche quando diventa grande per poter affrontare con successo i mercati mondiali – ha detto il vice presidente di Riunite & Civ Rolando Chiossi portando al Parlamento Europeo il saluto del presidente Corrado Casoli impegnato in terra americana nella promozione dei prodotti “made in Italy” – parte da solide radici locali, da piccole aziende agricole che quel prodotto mai e poi mai potrebbero vederlo valorizzato. Abbiamo affidato al centro studi Nomisma di Bologna una ricerca per dimostrare che le grandi cooperative possono avere un effetto molto positivo nella tutela-valorizzazione delle filiere dell’agroalimentare, specialmente quello tipico e di alta qualità. E’ per questo che l’esclusione da alcuni aiuti europei delle grandi cooperative appare frutto di un’impostazione non più realistica. Il mercato è cambiato, l’Europa Agricola è cambiata”.
Messaggio consegnato “viva voce” a tantissimi parlamentari europei e al Presidente della Commissione Agricoltura Paolo De Castro che ha così commentato: “vedere uniti tanti parlamentari europei, tanti e importanti colleghi che operano nell’area agricola è di buon auspicio. A livello europeo sono in fase di definizione nuove strategie sulla tutela dei prodotti tipici (Dop e IGP in testa ma non solo) che potrebbero risultare utilissimi per prodotti come il Parmigiano Reggiano delle “Vacche Rosse” e gli altri che derivano da quel latte straordinario. Stiamo lavorando per dare opportunità ai giovani, per legarli al mondo agricolo e alla valorizzazione delle filiere anche con incentivi adeguati. Stiamo lavorando sui temi della cooperazione agricola che , come dimostra l’esperienza di Cantine Riunite & Civ , può svolgere una azione di sostegno importanti sui territori e per questo deve poter contare su strumenti e sostegni adeguati”.
All’incontro a Bruxelles hanno partecipato tanti parlamentari europei italiani fra cui David Sassoli, Sergio Cofferati, Paolo Prodi. Numerosi poi, i parlamentari degli altri paesi europei.
Il meeting – degustazione nel cuore della sede UE è stato un successo anche per Luciano Catellani presidente del Consorzio “Vacche Rosse”: “Nel 1991 quando la nostra attività di valorizzazione è iniziata ci credevano in pochi, anzi qualcuno era diffidente. Oggi siamo una realtà in crescita e al Parmigiano Reggiano si sono aggiunti il burro delle Vacche Rosse, la carne (squisite la bresaola e la carne salata di Vacche Rosse) e altre specialità legate al formaggio come il Pan da Re con spuma di Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse , stagionato fino a 36 mesi, che anche in questo evento a Bruxelles ha dimostrato di essere una vera specialità come del resto il patè di fegato della Vacca Rossa . Noi ragioniamo in logica di filiera e questa sarà la nostra forza, meno campanili e più sostegno reale alle nostre produzioni e ai nostri produttori. Questo è il messaggio che abbiamo portato al Parlamento Europeo”.
Il menù che ha portato un po’ di Reggio in Europa infatti era composto da autentiche specialità: l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia dell’acetaia Picci di Cavriago, i salumi tipici (salame Felino e cicciolata)
Piccoli produttori e grandi eccellenze che ‘insieme’ possono fare molta strada. Era questa la missione, perfettamente riuscita che il Consorzio “Vacche Rosse” e Cantine Riunite & Civ si erano dati con la degustazione a base di sapori e informazione a Bruxelles.
Tra i temi trattati a Bruxelles spiccano la tutela del consumatore attraverso una filiera corta e sicura, la valorizzazione delle produzioni agricole di nicchia, la tutela del reddito dei piccoli produttori (grazie alla forma associata). Al centro del confronto sono rientrati un po’ tutti i temi che i produttori reggiani sentono come “urgenze”: l’etichettatura dei prodotti con l’indicazione dell’origine della materia prima, il miglioramento del funzionamento della catena agroalimentare attraverso l’aggregazione dell’offerta, l’ottimizzazione delle relazioni interprofessionali, il potenziamento della riconoscibilità e la competitività in ambito internazionale dei prodotti a denominazione tutelata dalla UE (Dop, Igp ecce cc).
Il tema dei giovani visti come risorsa per dare un futuro alle tradizioni agricole e alimentari è stato sottolineato da Paolo Bruni , presidente di COPA Cogeca (l’associazione delle cooperative agricole europee): “siamo di fronte a scelte importanti – ha detto Bruni – la Politica Comunitaria può giocare positivamente sulla capacità di attrazione dei giovani . Incentivi certo ma anche la consapevolezza che abbiamo un patrimonio eccezionale di portare avanti, una vera “eredità” che visti i numeri attuali che fotografano l’età media di chi opera nell’agricoltura italiana (anche nel confronto con i partner europei) potrebbe avere problemi in futuro. Invece vogliamo, lavoriamo per questo, fare emergere le tante opportunità che le filiere agro-alimentari possono dare, partendo da quelle della cooperazione di tutte le dimensioni: dalla più piccola alla più grande”.
La capacità della forma cooperativa di aggregare e valorizzare i prodotti, restituendo un grande valore aggiunto ai soci e al territorio dove operano è ben evidente nei “numeri”.

Consorzio Vacche Rosse
Grazie alle caratteristiche del latte straordinariamente adatto alle lavorazioni casearie la Rossa Reggiana conobbe l’apice del suo sviluppo nel 1954 quando, in Provincia di Reggio Emilia gli allevamenti poterono contare su oltre 100.000 capi mentre in quella di Parma raggiunsero i 40.000. Oggi la Rossa Reggiana viene stabilmente allevata in 150 aziende e i capi sono attualmente 3.296 Ben 2.046 sono i capi tenuti sotto controllo. La produzione annuale di una Rossa Reggiana è di 56 quintali di latte con una percentuale del 3,54 % di Grasso e il 3,44% di Proteine. Nel latte della Rossa Reggiana i Polimorfismi della K caseina sono i seguenti : AA 20% – AB 43% -BB 37% .La produzione di latte della Rossa Reggiana viene costantemente seguita per selezionarne la qualità in funzione della produzione del Parmigiano Reggiano.
Il presidente del CVPARR è Luciano Catellani.

Cantine Riunite & Civ nonostante la crisi finanziaria e la riduzione dei margini operativi Cantine Riunite & Civ (il presidente è Corrado Casoli) continua a rispettare i principi mutualistici mantenendo i livelli di remunerazione delle uve conferite a livelli decisamente superiori alla media (euro 35,42 al quintale sul bilancio 2010).
Importanti investimenti su base pluriennale hanno contribuito a migliorare la qualità delle produzioni, con costanti supporti in tema di consulenza e formazione per adeguare i sistemi di allevamento della vite ai criteri di produttività e alle linee di sviluppo tracciate dalla Comunità Europea.
Cantine Riunite & Civ investe in cultura d’impresa diffusa a tutti i soci e nel rilancio di unità produttive strettamente legate ai territori emiliani come è avvenuto con la Cantina Albinea Canali nel reggiano che investe in ‘cultura del lambrusco’ ospitando ogni anno 40 eventi eventi (degustazioni, visite guidate, convegni, corsi) con oltre 16mila presenze.

Le schede

Riunite& CIV
Cantine Cooperative Riunite nasce nel 1950 dall’unione di nove Cantine Sociali della Provincia di Reggio Emilia. Undici anni dopo altre quattro Cantine Sociali della provincia di Modena seguono la stessa strada e fondano il Consorzio Interprovinciale Vini (CIV). Le due realtà, cresciute attraverso i valori della cooperazione, sentono nei primi anni del nuovo secolo la necessità di associarsi in un unico consorzio per poter rispondere alle esigenze del mercato in modo sempre più completo ed efficiente. Oggi Cantine Riunite & Civ, con i suoi 2.000 soci e 3.700 ettari di vigneto in Emilia Romagna, Veneto e Sicilia, è un grande gruppo riconosciuto a livello internazionale, punto di riferimento per la cooperazione italiana e uno dei simboli dell’italianità nel mondo. Riunite & Civ opera con 9 centri di pigiatura e 3 cantine di imbottigliamento.
Ogni anno vengono prodotte 110milioni di bottiglie grazie anche a 780.000 quintali di uva fornita dai soci. La produzione totale è di 15 milioni di litri di vino. Cantine Riunite & Civ, che controlla il GIV (gruppo italiano vini) ha fatturato nel 2010 ben 150 milioni di euro (+8% sul 2009) con una quota di export pari al 50% (+ 8,8% sul 2009). A livello consolidato il fatturato sale a 450 milioni di euro.
La mission rimane quella di promuovere una sana cooperazione con l’obiettivo di valorizzare al meglio le uve conferite dai soci, tramandando i valori e le conoscenze del settore
vitivinicolo alle nuove generazioni e tutelando nel contempo l’aspetto naturalistico e ambientale delle proprie aree produttive.
I marchi Riunite Maschio Civ & Civ
Albinea Canali, Maschio dei Cavalieri bella Tavola Quanto Basta Righi e Fratelli Cella ovvero Il N°1 per le “bollicine” italiane.

Consorzio Vacche Rosse Reggiane
Il Consorzio Valorizzazione Prodotti Antica Razza Reggiana (CVPARR) lavora dal 1991 per valorizzare la “rossa reggiana” che fu introdotta nella pianura Padana dai Longobardi nel VII secolo Dopo Cristo. Nel 1991 sono stati lavorati 2000 q.li di latte e prodotte 405 forme. Nel 2010 sono stati lavorati 43.000 q.li di latte in 6 caseifici della Provincia di Reggio Emilia e prodotte 8.500 forme. Oggi oltre 1000 clienti conoscono e apprezzano il prodotto “Vacche Rosse” in Italia, Europa, Stati Uniti e Giappone grazie alla vendita diretta a Reggio e all’aeroporto Valerio Catullo di Verona.

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