Via libera ad Amflora: critico l’Europarlamento

Un coro di no di europarlamentari dei due schieramenti ha accolto la decisione della Commissione Ue di autorizzare la coltivazione per fini industriali della patata transgenica. I piu’ decisi oppositori sono i verdi, ma anche esponenti del Ppe hanno espresso perplessita’ sulla fine della moratoria decisa dodici anni fa. I verdi all’Europarlamento accusano la Commissione di ”cedere alle esigenze delle multinazionali” e Jose’ Bove’, eurodeputato francese che ha fatto della battaglia agli ogm la sua bandiera, sollecita Bruxelles ad ”uscire dalla sua torre d’avorio’ e ad ascoltare i cittadini. La presidente dei verdi europei Monica Frassoni si e’ detta ”davvero esterrefatta e indignata del fatto che a pochissime settimane dalla sua entrata in funzione, il nuovo commissario John Dalli abbia dato un sostegno cosi’ netto e senza possibili dubbi agli interessi dell’industria”. ‘Ci sono serie preoccupazioni circa un gene Amflora che e’ resistente agli antibiotici, tra cui uno riconosciuto dalla Oms”, ha osservato Frassoni. Mario Mauro, capodelegazione del Pdl a Strasburgo, e Roberta Angelilli, vicepresidente dell’Europarlamento, sempre del Pdl, esprimono entrambe perplessita’ per la scelta della Commissione Ue. ”Desta ancora piu’ preoccupazione il fatto che l’amido di questa patata transgenica potra’ essere usato per la produzione di mangimi animali, entrando cosi’ nella catena alimentare” – ha precisato Mauro, mentre per Angellili la scelta di Bruxelles ”mal si concilia con le produzioni agricole di qualita”’. ”In un momento cosi’ delicato per tutto il settore agricolo – ha sottolineato – tale decisione e’ inopportuna e stride con la politica di produzione avviata dagli imprenditori agricoli europei che punta sulla tipicita’, sull’alta qualita’ e sull’eccellenza dei propri prodotti, e mira a tutelare la salute dei cittadini”.
Nella schiera dei contrari anche Slow Food secondo la quale la decisione presa oggi ”segna un passo indietro nel comportamento che l’Europa seguiva dal 1998, guidato innanzitutto dal principio di precauzione” e ”aumenta il divario tra Commissione Europea e Stati Membri, i quali si sentono sempre meno rappresentati”.
La decisione secondo Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica, invece, ”segue i recenti pronunciamenti, in Italia, del Consiglio di Stato e del Tar del Lazio a favore della sperimentazione di campo e della coesistenza tra le diverse forme di agricoltura”.
”Con oggi quindi – commenta Roberto Gradnik, presidente di Assobiotec – registriamo un segnale concreto, che certamente spronera’ tante imprese e centri di ricerca, italiani ed europei, ad investire nella messa a punto di nuove varieta’ vegetali migliorate con le biotecnologie, nella certezza che i prodotti che ne deriveranno non resteranno chiusi in un laboratorio, ma potranno, nel rispetto delle regole, accedere alla sperimentazione e al mercato”.
Preoccupata infine Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace Italia, secondo la quale Amflora porta a ”rischi inaccettabili”. ”Contiene un gene che conferisce la resistenza ad alcuni antibiotici” dice Ferrario e aggiunge ”potrebbe scatenare una resistenza batterica verso medicinali salva vita, compresi i farmaci utilizzati anche per il trattamento della tubercolosi”.
Per quanto riguarda la coltivazione della patata ogm ‘Amflora’ la decisione di Bruxelles e’ duplice. La prima ne autorizza la coltivazione a fini industriali (per la produzione di carta). La seconda da’ la possibilita’ di utilizzare i sottoprodotti ottenuti dalla ‘superpatata’ nell’alimentazione degli animali. La coltivazione della patata transgenica, in base a quanto deciso dalla Commissione Ue, esige la conclusione di specifici contratti tra produttori e industriali. Questo al fine di poter garantire una netta separazione, in qualsiasi momento dei cicli produttivo e distributivo, tra la patata Amflora e le patate non Ogm destinate all’alimentazione. La produzione di Amflora, secondo fonti della Commissione europea, partira’ gia’ nel 2010 nella Repubblica Ceca e in Germania dove i contratti tra industria e produttori sono in via di definizione. Dal 2011 dovrebbero iniziare le coltivazioni anche in Olanda e Svezia.

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