Via libera all’import di olio tunisino: i commenti

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA_generica“Rimango fermamente contrario a qualsiasi aumento permanente del contingente di olio tunisino”. Commenta così il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina. “Come Ministero delle politiche agricole – prosegue – abbiamo posto delle condizioni chiare sull’attuazione e sulle quote mensili dei contingenti e su questi punti non intendiamo cedere. Se non avremo garanzie continueremo a opporci all’adozione del regolamento da parte della commissione”. “Nel frattempo – prosegue Martina -, gli organismi di controllo del Ministero, a partire da Capitanerie di Porto, Corpo forestale e Ispettorato repressione frodi intensificheranno le ispezioni ai porti sul prodotto in arrivo. La filiera dell’olio italiano è tra le più controllate in assoluto e negli ultimi due anni abbiamo alzato il livello della risposta contro possibili frodi come mai accaduto in passato”.

“Ora è necessario rafforzare i controlli e stringere le maglie della legislatura per evitare frodi e inganni” – afferma il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, dopo l’ok dell’Ue all’importazione contingentata di olio dalla Tunisia senza dazio. “Ancora una volta – aggiunte a margine della manifestazione sul Made in Italy – il settore agricolo diventa merce di scambio senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale e ambientale”. Secondo Moncalvo “ci vuole anche uno sforzo aggiuntivo di valorizzazione delle produzioni nazionali, in un momento storico per l’alta qualità”.

“Gli olivicoltori italiani pagano ancora una volta per un accordo che nessuno voleva, ma che l’Europa ha voluto a tutti i costi” afferma Unaprol-Consorzio olivicolo italiano, nel sottolineare che “oltre 35.000 tonnellate in più di olio tunisino a dazio zero non risolvono i problemi del popolo tunisino, ma aggravano la già pesante situazione degli olivicoltori italiani”. “Unaprol – afferma il presidente David Granieri – sarà a fianco di Coldiretti con la mobilitazione per vigilare e chiedere più puntuali controlli sulle importazioni”.

Controlli telematici in tutta Europa, classificazione dell’olio in frantoio entro il mese di febbraio e pubblicazione dei dati mensili del Sian. Sono queste le proposte che Assitol-Associazione italiana dell’industria olearia rilancia dopo il “sì” del Parlamento europeo al contingente extra di olio proveniente dalla Tunisia, come garanzia contro il rischio di frodi. “A nostro avviso – osserva Angelo Cremonini, presidente del Gruppo Olio d’oliva dell’associazione – l’unico modo per garantire la tracciabilità sull’olio in arrivo, non soltanto da altri Paesi europei, ma anche da quelli extra-Ue, è rappresentato dal Sian, la rete telematica che oggi consente in Italia di monitorare tutti i movimenti dell’olio prodotto e messo in commercio. Questo modello, al momento soltanto italiano, dovrebbe diventare al più presto europeo, con l’obiettivo di verificare in maniera efficace anche i flussi dell’import tunisino”. L’Associazione sottolinea anche l’importanza di pubblicare ogni mese i dati del Sian, che possono fornire un’immagine significativa dell’andamento del settore. E sempre in nome della trasparenza, Assitol propone di “classificare l’olio entro breve tempo dopo la frangitura delle olive in frantoio. “Entro il mese di febbraio – spiega ancora Cremonini – o, in alternativa, almeno due settimane prima della messa in vendita, l’olio deve essere ‘catalogato’ e certificato, in modo da evitare che il prodotto resti per mesi senza idonea classificazione nei depositi. Una situazione che, come è evidente, può favorire i tentativi di contraffazione”.

Insoddisfazione di Agrinsieme dopo il via libera di all’importazione agevolata di 70 mila tonnellate di olio d’oliva provenienti dalla Tunisia per i prossimi due anni. “Nonostante le migliorie introdotte, sotto la spinta degli eurodeputati italiani, che prevedono il limite temporale della misura e garantiscono l’origine dell’olio importato – commenta il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari – le aspettative che avevamo nutrito sul successivo passaggio in Consiglio sono state disattese. Crediamo che non si possa sempre penalizzare l’agricoltura e in particolare le produzioni mediterranee. Adesso non è il momento di abbassare la guardia ma, piuttosto, di valutare gli ultimi ed eventuali spazi che ancora sussistono per introdurre quantomeno l’emendamento della Comagri che prevedeva le licenze mensili, anche accogliendo gli spazi che la Mogherini sembra abbia lasciato aperti. In tal senso – conclude Agrinsieme – la fase gestionale del contingente e la revisione intermedia dell’articolo 6 rappresentano l’ultima opportunità che il Governo non deve farsi sfuggire”.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.