Vigilia di Natale, per Coldiretti il protagonista sarà il pesce

Quasi 1 miliardo di euro sarà speso per la cena della vigilia incentrata sul pesce, che registra proprio in questi giorni il consumo più elevato dell’anno. E’ quanto stima ImpresaPesca Coldiretti la cui parola d’ordine, per salvare tasche ed ambiente, è scegliere prodotto made in Italy. Ecco un menu low cost e interamente tricolore a base di pesce per 4 persone a 26 euro, suggerito dall’associazione: antipasto di alici marinate (6 euro) e cozze alla tarantina (3 euro), spaghetti alle vongole (9 euro), zuppa o brodetto di pesce (8 euro) fatto di triglie, calamari, moli, tracine, seppie, canocchie e gallinelle. E’ di tutt’altra cifra un menù straniero che, con antipasto di caviale russo (vasetto da 50 grammi) e gamberetti cinesi, salmone norvegese e aragosta australiana arriva a costare 470 euro, senza contare il prezzo da pagare in termini di inquinamento, visto che si tratta di prodotti spesso congelati che devono percorrere lunghe distanze prima di arrivare in tavola. Insomma, il costo per un antipasto, passando dal pesce azzurro al caviale straniero, secondo la Coldiretti, aumenta del 6.000%.
Ma scegliere pesce italiano vuol dire anche sostenere un settore che, ricorda ImpresaPesca Coldiretti, nel giro di due anni ha perso il 12% della produzione e l’11% dei ricavi. La causa? Le importazioni di prodotto straniero che, anche nei primi nove mesi del 2010, hanno fatto segnare +6% in valore, con il 42% del totale rappresentato dai gamberetti e il 16% dal salmone. La top-ten delle produzioni italiane, grazie alle 13.300 imbarcazioni, secondo l’associazione è guidata da acciughe (54.312 tonnellate), seguite da vongole, sardine, naselli, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada e sugarelli; diversa la classifica per volume di fatturato dove primeggia il nasello (90,5 milioni), davanti ad acciughe, seppie, gamberi bianchi, scampi, pesce spada, gamberi rossi, vongole, pannocchie e sogliole. Eppure tre piatti di pesce su quattro consumati in Italia sono stranieri ma nessuno lo sa, soprattutto per quanto riguarda quello servito al ristorante, dove Impresapesca Coldiretti chiede venga introdotta anche l’indicazione della provenienza nei menù. Mentre al mercato per portare in tavola pesce fresco italiano al 100%, conclude Impresapesca Coldiretti, occorre leggere sempre l’etichetta dove è obbligatorio riportare nome commerciale della specie, metodo di produzione, se di cattura o allevamento e zona Fao di pesca o paese di provenienza.(ANSA).

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