Vini, export in ripresa. La mappa dei gusti


E’ iniziato bene il 2010 per Federvini, con un export in ripresa tra gennaio e aprile dell’1-2% in quantita’ e del 3% in valore, sopratutto grazie alla recettivita’ di mercati internazionali, come Stati Uniti e Germania. E molto si attende anche dal nuovo cambio euro-dollaro che sta gia’ producendo effetti positivi. Lo ha detto il presidente Lamberto Vallarino Gancia, aprendo questa mattina l’Assemblea annuale di Federvini, federazione di Confindustria di produttori, importatori ed esportatori di vini, acquaviti, liquori, sciroppi e aceti, in cui ha presentato il consuntivo del 2009 di un settore che, complessivamente, dimostra di essere in grado di reagire alla recessione. Lo scorso anno ha registrato rispetto al 2008 flessioni per vini e mosti del 3,7% per un export complessivo di 4,2 milioni di euro, del 3% dei consumi interni (1.628 milioni) e del 7-8% in valore (6,7 milioni di euro). Secondo Federvini le aziende hanno saputo reagire alla recessione, rivisitando la loro gamma verso prodotti di fascia piu’ alta, per il fatto che oggi l’orientamento e’ quello di consumare meno, ma meglio.
Un capitolo a parte lo merita la mappa dei gusti degli enoappassionati stranieri. Ai russi piacciono vini e mosti, i giapponesi hanno invece una passione sfrenata per il vino frizzante, mentre gli scandinavi si innamorano degli aromatizzati. L’Italia, secondo l’Osservatorio del commercio estero di Federvini nel 2009, e’ stata in grado di contenere il calo delle esportazioni in termini di valore, registrando nel caso dei vini e dei mosti una crescita del 9,7% in termini quantitativi, che hanno invaso la Russia registrando +114,5% (664mila ettolitri) ma anche la Francia +31,9% (1.282 ettolitri). Sul fronte dei vini frizzanti e liquorosi, continua la penetrazione dei mercati Ue con una crescita del 30% nei Paesi Bassi, del 17% Regno Unito e del 15% Germania, ma il vero boom e’ stato nel Sol Levante con una crescita dell’82,9% (16mila ettolitri), seguita da Canada (+62,6% con 19.500 ettolitri) e Australia (+63,4% con 9.500 ettolitri). Percentuali positive anche per vino liquoroso italiano e altri di gradazione compresa tra il 15% e il 22%, in particolare dell’82,2% in Canada, del 68,7% in Belgio, del 61,1% in Danimarca e del 28,7% nei Paesi Bassi. Quanto infine ai vini aromatizzati italiani, l’export del made in Italy in Svezia ha segnato +161% (22mila ettolitri) e +37,6% in Norvegia (quasi 7mila ettolitri).(ANSA).

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