Vinitaly, da Coldiretti proposta ‘Salva doc’ contro burocrazia

Nell’ultimo giorno del Vinitaly, dalla Coldiretti arriva la proposta di un piano ‘salva doc’ contro la burocrazia e il carico amministrativo che frenano la crescita del vino italiano e mettono a rischio il futuro delle produzioni di qualita’. L’associazione dei coltivatori ha dedicato un incontro “al peso insostenibile dei passaggi istituzionali, aumentato dai documenti da produrre, complicato dai regolamenti e norme nel settore, aggravato da controlli e autorizzazioni”: durante il convegno saranno contate le procedure, che in moti casi sono “dei veri e propri doppioni”, cui le imprese devono far fronte per coltivare i vigneti e lavorare in cantina. “Una situazione paradossale che si colloca in un contesto di liberalizzazione dei diritti d’impianto, dello zuccheraggio e nella nuova categoria di prodotti senza legame col territorio”, commenta Coldiretti. A causa della burocrazia, infatti, scompaiono ogni giorno 200mila bottiglie di vino Doc, con le aziende costrette a rinunciare a produrre vini a denominazione d’origine per l’impossibilita’ di far fronte ad adempimenti spesso inutili che sottraggono ben 100 giornate di lavoro all’anno al tempo passato in vigna e in cantina. E’ la denuncia venuta dalla Coldiretti nel corso dell’incontro promosso al Vinitaly sul tema della semplificazione in vigna, con la prima analisi sul peso insostenibile di pratiche e documenti a cui sono costretti a far fronte i viticoltori italiani e la presentazione del piano ‘salva Doc’. Un peso che ha portato alla riduzione dei terreni destinati a produrre vini a Docg e Doc del 10 per cento nel periodo tra il 2007 e il 2011 – riferisce Coldiretti – durante il quale si e’ passati da 316mila ettari a 284mila, con una perdita stimata di produzione pari a oltre 100 milioni di litri di vino doc.

Un Commento in “Vinitaly, da Coldiretti proposta ‘Salva doc’ contro burocrazia”

  • Marco Lodi scritto il 29 marzo 2012 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 13:12

    70 adempimenti burocratici e 100 giornate lavorative in meno………..Forse a questi numeri dovrebbe seguire un dettagliato elenco delle pratiche da sostenere e del tempo necessario, perchè francamente mi sembrano valori poco credibili. Non è che Doc e Docg hanno perso parte della credibilità nella qualifica del vino e di conseguenza sulla capacità per questi di spuntare quotazioni migliori ? non è che i produttori si organizzano in altro modo ?

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