Vino: agli italiani piace in vetro

Ogni italiano ne consuma in media 37 bottiglie ogni anno, per un totale di 2 miliardi e 200 milioni. Nove persone su dieci, al momento della scelta, lo preferiscono. E’ il vino in bottiglia di vetro, che rappresenta il 73% della produzione italiana. Questi i dati diffusi da Assovetro, l’Associazione nazionale degli industriali del vetro, nel corso di una manifestazione organizzata a Firenze. Il “matrimonio indissolubile” tra vino e vetro è confermato anche dai dati dell’export relativi al 2010: 1,6 miliardi di bottiglie esportate, con un aumento della produzione delle bottiglie del 5,3%, con un trend positivo confermato anche per il 2011. “Ci si sta sempre più aprendo a nuovi mercati come l’Europa dell’Est, la Cina, l’India e la Russia, come produttori di imballaggi di vetro abbiamo potuto usufruire del crescente favore accordato al made in Italy alimentare in tutto il mondo – spiega il presidente della sezione contenitori in vetro di Assovetro, Franco Grisan – così da aggiungere la qualità del contenitore in vetro a quella del contenuto”.
Il binomio tra vetro e vino ha origini antiche e, come spiega Assovetro, è questione di affidabilità, gusto e rispetto dell’ambiente. Il vetro infatti, anche per le caratteristiche che lo rendono in grado di mantenere inalterate il gusto e le qualità organolettiche del vino, viene associato generalmente a prodotti prestigiosi da consumare in occasioni speciali: la pensano così il 79% degli europei e l’83% degli italiani. Anche a livello ambientale la scelta del vetro risulta essere vincente: il riciclo degli imballaggi è possibile al 100% e nel 2010 il risparmio è stato quantificato in circa 293.055 tonnellate equivalenti in petrolio, che espresse in barili sono 1.971.351. La riduzione delle emissioni di Co2 è stata pari a 1.931.583 tonnellate. Infine, il binomio vino-vetro è anche una scelta di gusto: “La bottiglia di vetro è uno strumento per affinare il vino, sia nel caso di vini da invecchiamento che per gli spumanti metodo classico – spiega il professor Marco Esti, docente di Enologia all’Università della Tuscia – e viene preferito rispetto ai contenitori in Pet e polipropilene, in particolare nei prodotti di alta gamma”. “La bottiglia di vetro trasmette l’idea di un prodotto sano, la capacità comunicativa del vetro in questo senso è notevole – spiega Adua Villa, enogastonoma – anche a livello gustativo-tattile la sensazione data dal vetro è diversa da quella di altri materiali”. Per le degustazioni professionali, poi, grande differenza fanno anche i tappi (di sughero sono da preferirsi, ma per i vini che devono stare poco in bottiglia la novità sono quelli in vetro) e i bicchieri: a grandezze e forme diverse corrispondono differenti percezioni gustative. (ANSA).

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