Vino: aziende sorridono, vendite +7,5% in primo trimestre

vino3E’ positivo il primo trimestre dell’anno per trenta tra le realtà enologiche più importanti d’Italia che totalizzano il 15% del fatturato complessivo del settore e un giro d’affari di 1,8 mld di euro: l’88% delle cantine segnala vendite in crescita del 7,5%, il 73% dichiara un ‘sentiment’ abbastanza positivo per il 2014 e il 27% si ‘sbilancia’ a definirlo senz’altro positivo. È quanto emerge dall’inchiesta Winenews per Vinitaly, la rassegna internazionale del settore di scena a Verona dal 6 al 9 aprile. E se l’esportazione delle etichette tricolori continua la corsa anche in questo primo scorcio dell’anno, con le aziende campione che indicano nel 77% dei casi una crescita del 9% sullo stesso periodo del 2013, torna a sorridere anche il mercato interno: il 77% delle 30 aziende top del settore segnalano una crescita del 7% sul pari periodo 2013, grazie soprattutto ad un ritrovato vigore delle transazioni nel canale ‘horeca’, ovvero della ristorazione fuori casa.
Se il bilancio sul trimestre – aggiunge l’indagine Winenews-Vinitaly, conferma la salute del comparto vitivinicolo, capace di rappresentare una eccezione importante nel panorama generale dell’economia nazionale, resta, però, evidente che il peso della crisi si fa ancora sentire: sul dato aggregato delle vendite c’è un 6% di aziende che segnala una stabilità sul 2013 del proprio andamento commerciale e un 6% che, invece, denuncia una flessione del 6%. Sul fronte dell’export, il 23% delle cantine sondate indica una sostanziale stabilità delle transazioni. Nel mercato domestico, invece, è il 18% che “mantiene le posizioni”, mentre un 5% segnala una riduzione delle vendite del 3%, specialmente a causa di un indebolimento della spinta propulsiva fornita dalla gdo. Le cantine intervistate dimostrano di investire risorse finanziarie e umane in modo sempre più strategico, orientandosi soprattutto sui mercati più ‘sicuri’. Gli imprenditori del vino del Bel Paese nell’88% dei casi hanno concentrato gli sforzi sul mercato statunitense e canadese (in calo), nel 66% su quello italiano, nel 61% su quello europeo, con particolare attenzione verso Gran Bretagna, Germania e Russia (in recupero) e nel 50% sui mercati orientali. Scende di qualche grado la ‘febbre cinese’ (il vino italiano perde in volume il 33% e a valore si consola con +2,7%), mentre si guarda con rinnovato interesse a Giappone e Indocina. Il problema più complesso resta, per il 50% del campione, quello della debolezza dei consumi; seguito, al 38%, dalle incognite economiche. Il 27% delle aziende si dice preoccupato dal possibile mancato assorbimento della crisi globale ancora in atto. Il 24% soffre l’aumento dei costi di gestione aziendale. A questo si unisce poi la preoccupazione causata dal cambio non favorevole (22%). Infine, rimane vivo, per il 20%, il timore di una perdita di forza della competitività sul piano internazionale. (ANSA)

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