Vino biologico: Commissione Ue ritira proposta a comitato


La Commissione europea ha ritirato il progetto di normativa per il vino biologico. E’ avvenuto, a sorpresa, al Comitato di regolamentazione per il biologico, in cui i 27 Stati membri dell’Ue si erano riuniti oggi a Bruxelles per esprimere un voto sul documento.
”Il progetto sul vino biologico e’ stato ritirato dalla Commissione perche’ non si e’ trovato un compromesso credibile che rispetti dei reali standard biologici rispetto a quelli in vigore per il vino convenzionale”. Lo ha detto all’Ansa Roger White, portavoce del commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos, confermando la decisione di Bruxelles. La Commissione, ha aggiunto il portavoce, ”preferisce attendere, eventualmente anche qualche anno, piuttosto che avere un compromesso che riduce il valore del termine ‘biologico’, per il quale ci vogliono regole chiare e credibili”. Il commissario Ciolos, gia’ in occasione del recente consiglio dei ministri dell’Agricoltura dell’Ue a Merida (Spagna) aveva sottolineato: ”Un vino biologico deve essere un vero vino biologico”, e su questo principio non era pronto a fare compromessi. Il progetto della Commissione europea prevedeva una presenza di solfiti nel vino pari a 100 milligrammi il litro per i vini rossi e 150 per i vini bianchi e rose’, ossia 50 milligrammi in meno per ogni categoria rispetto agli livelli attualmente in vigore per i vini convenzionali. Contro questi limiti, considerati troppo rigidi, sono insorti una maggioranza di Paesi Ue, essenzialmente del Nord Europa, con l’aggiunta di Francia e Portogallo. Si tratta di Stati membri i cui territori sono in tutto o in parte carenti di sole, e hanno bisogno dei solfiti (ossia dell’aggiunta di anidride solforosa che e’ un antiossidante) per stabilizzare il vino, oltre che dello zucchero per alzarne la gradazione alcolica. Il documento della Commissione era stato invece considerato una base accettabile dai Paesi del Sud dell’Europa, in quanto il vino biologico rappresenta una nicchia di produzione ancora tutta da sfruttare. Mercato che i Paesi del Nord Europa non vogliono pero’ perdere, ma non possono fare a meno dei solfiti per produrlo. (ANSA).

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