Vino: cala la produzione di Champagne, crescono Cava e Prosecco


E’ di otto milioni di bottiglie e un fatturato di circa 70 milioni di euro il giro d’affari del Trentodoc, di 9,5 milioni di bottiglie e 140 milioni di euro quello della produzione Franciacorta a fronte di 293 milioni di bottiglie e 3,7 miliardi di euro di fatturato per lo Champagne. Sono dati emersi a Trento in un confronto sulle produzioni con rifermentazione in bottiglia ospitato a ”Bollicine su Trento”, la manifestazione dedicata alla produzione di qualita’ del Trentino che ha visto tra i protagonisti Gilles Fallowfield (esperto mondiale di Champagne e bollicine) e la giornalista Licia Granello (food editor de La Repubblica). E per la produzione italiana metodo classico vi sono prospettive di crescita, non solo come avvenuto in questi anni a vantaggio del Prosecco. Al netto del cosiddetto ‘effetto millennio’, ovvero i brindisi per il 2000, dal 1998 al 2008 le bottiglie di Champagne sono passate da 255,8 a 338,8 milioni (+30%) e nello stesso periodo il Cava (metodo classico spagnolo) e’ salito del 42%. Poi lo Champagne e’ sceso fino a 239 milioni – ha detto Fallowfield – e le previsioni per il 2010 indicano una ripresa che potrebbe riportare le vendite oltre i 255 milioni. Nel 2009 le bollicine francesi hanno fatto registrare esportazioni per un volume di oltre 112 milioni di bottiglie. A beneficiare del calo di vendite dello Champagne nel 2010 sono stati in Europa il Prosecco e il Cava con un aumento del 14% su base annua. La domanda e’ sorretta soprattutto dal consumo domestico, mentre si sta riducendo la quota dell’Horeca. Due le tendenze che marcano i consumi di questi anni: la preferenza per le bollicine rose’ e per i prodotti extra brut (o pas dose’), cioe’ quelli che non subiscono aggiunta di zuccheri dopo la rifermentazione in bottiglia. ”Si tratta di un successo – ha sottolineato Fallowfield – che riflette l’evoluzione delle tecniche di coltivazione e di vinificazione, oggi capaci di proporre al consumatore una bollicina secca, piu’ naturale, meno lavorata, ma non per questo meno piacevole.” Grande interesse per questo tipo di prodotti viene anche dai Paesi emergenti (Bric) che si affacciano oggi con un potere di acquisto sempre maggiore sui mercati mondiali delle bollicine. (ANSA).

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