Vino: Carpenè, 150 anni e “Mille” motivi di orgoglio italiano

Centocinquant’anni di Italia unita sotto il segno di Antonio Carpenè. Colui che nel 1868 sarebbe diventato il fondatore della più antica azienda spumantistica di Conegliano è tra i protagonisti che nel lontano 1860-61 ha lottato con indomito spirito di combattente per unire il paese sotto un’unica bandiera a fianco dell’Eroe dei Due Mondi, Giuseppe Garibaldi e gli oltre mille compagni di viaggio che con lui partirono da Quarto il 5 maggio 1860.
“Uomo dotato di gagliardi sentimenti, fiero carattere, forte ed alto intelletto, generosa e gentile bontà” sono le parole che nel 1902 vengono riportate nel discorso di commiato dell’allora sindaco di Conegliano per rendere l’estremo saluto al grande personaggio che aveva contribuito a far conoscere la città e la sua storica vocazione enologica anche al di fuori dei confini territoriali, grazie alle sue inesauribili conoscenze in fatto di enologia e spumantistica. Cittadino esemplare, per Conegliano e per l’Italia intera che grazie anche a lui si avviava a unirsi sotto un unico simbolo, quel tricolore che ancora oggi ci accomuna.
Antonio Carpenè tra gli uomini simbolo della storia d’Italia dunque, così come la sua azienda Carpené Malvolti, che dal 1868 rappresenta nel mondo un simbolo della spumantistica di alta qualita’. Di questo, della storia del vino italiano e di quanto la figura di Antonio Carpenè sia stata importante nell’evoluzione del Prosecco degli ultimi due secoli, parlerà Etile Carpenè – quarta generazione dell’azienda – nel talk show condotto da Daniele Cernilli, organizzato al Teatro degli Astrusi di Montalcino per venerdì 18 febbraio dalle 10 alle 13, su iniziativa del Consorzio di Tutela del Brunello di Montalcino in occasione della manifestazione “Benvenuto Brunello”, al quale interverranno anche altri nomi illustri dell’enologia italiana come Gancia, Ricasoli e altri storici produttori di Brunello di Montalcino.
“Nel tempo sono inevitabilmente cambiati non solo i consumi, ma anche i costumi di chi beve Prosecco – commenta Etile Carpenè, Presidente della storica casa spumantistica di Conegliano – e si è assistito col passare degli anni a una piccola rivoluzione. Anzitutto si sono evolute le tecniche di spumantizzazione, anche in funzione di quello che vuole essere il risultato finale ovvero un prodotto di eccellenza come lo stesso Prosecco che oggi si produce essenzialmente con il metodo Charmat, il quale prevede la presa di spuma in autoclave anziché in bottiglia. E’ cambiato anche l’approccio al vino spumante – continua Etile Carpenè – da semplice prodotto per festeggiare occasioni speciali a vino della socialità, grazie all’introduzione del rito dell’happy hour e della diffusione della mentalità di sorseggiare Prosecco non solo in orari definiti nell’arco della giornata ma a tutte le ore e a tutto pasto. Una evoluzione, infine, si è registrata anche nella scelta del bicchiere per degustarlo al meglio: se prima si tendeva a utilizzare la coppa per tutti gli spumanti, oggi la si usa solo per i vini aromatici e si valutano molto più attentamente le proprietà organolettiche del Prosecco, che necessita di un bicchiere più allungato e più stretto come la flûte per conservare meglio aromi e perlage”.
Le bollicine di Carpenè Malvolti saranno praticamente le “guest stars” dell’intera giornata, dal talk show che anticipa l’apertura ufficiale delle degustazioni di Brunello, in programma nel pomeriggio, fino alla proiezione alle ore 19 in anteprima assoluta, ancora al Teatro degli Astrusi, di una puntata della trasmissione Rai “La storia siamo noi” condotta da Giovanni Minoli, in cui Carpenè Malvolti racconterà la storia del Prosecco con la voce del Presidente della storica azienda spumantistica, Etile Carpenè.

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