Vino: Confagri, no a liberalizzazione degli impianti


Frenare la liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti è indispensabile per stabilizzare il mercato e adeguare l’offerta alla domanda. Lo afferma, in una nota la Confagricoltura, che ricorda come questa battaglia sia stata al centro di un incontro organizzato a Bruxelles dal Copa-Cogeca, dove era presente, tra gli altri, anche il ministro delle Politiche agricole Saverio Romano. La Commissione europea, spiega l’organizzazione, ritiene che liberalizzare gli impianti possa rendere il sistema vitivinicolo più competitivo a livello internazionale, mentre le conseguenze sarebbero ben diverse, vale a dire aumento delle superfici, ingovernabilità dell’offerta a denominazione di origine, sovrapproduzione, delocalizzazione, perdita dei valori patrimoniali dei vigneti e passaggio da una viticoltura di tipo familiare ad un’intensiva industriale. “Il territorio storicamente vocato e il patrimonio ampelografico – precisa Confagri – sono un valore aggiunto per i nostri vini che vanno assolutamente difesi”. Ad oggi, ricorda Confagri, sono 12 i Paesi che hanno sottoscritto una posizione comune a favore del sistema dei diritti, ma mancano ancora due Paesi per poter ottenere la maggioranza qualificata”. (ANSA).

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