Vino: controlli Nas in Veneto, sequestri Prosecco

NASSequestri ingenti di ‘finto’ prosecco sono stati eseguiti in Veneto dai carabinieri dei Nas, nell’ambito dei periodici controlli svolti a fine vendemmia su eventuali anomalie tra le quantità delle uve e quelle del prodotto di origine controllata destinato al commercio. Si profilano pesanti multe per le cantine che hanno disatteso le indicazioni comunitarie sui marchio Doc, Docg e Igt. Per quanto riguarda il Prosecco, grossi quantitativi sono stati sequestrati dal Nas di Treviso nelle cisterne di una ventina di cantine. Il vino prodotto con uve non conformi al disciplinari è destinato alla declassazione, ma anche alla distruzione, una volta che saranno concluse le analisi di laboratorio dell’Ispettorato centrale repressioni Frodi di Conegliano. Nel mirino la vendemmia 2015, che in molte aree non è ancora conclusa, e quindi diverse aziende devono ancora completare la documentazione richiesta. I controlli dei Nas riguardano tutte le aree vinicole del Veneto, dal trevigiano, al veneziano, al veronese. Il parametro alla base delle verifiche del Nas parte dalle produzioni di una determinata uva per ettaro di terreno, confrontate con quelle poi trovate nelle cisterne delle cantine di ogni specifica area. I numeri delle produzioni dei disciplinari Docg, Doc e Igt Docg sono certi, e pertanto chi ha fatto ‘lievitare’ la produzione di queste uve dovrà giustificarne il motivo. Ispettorato e Nas sottolineano tuttavia che, anche in presenza di qualità inferiore, non viene messa in discussione la qualità del prodotto e quindi non vi sarebbe alcun pericolo per i consumatori. Anche nel 2014 l’attività del Nas e dell’Ispettorato anti-frodi aveva portato a declassamenti di uve o distruzione di quantitativi rilevanti di ettolitri di prosecco “perchè il prodotto non era idoneo alla rivendicazione”.
“Le bottiglie uscite sul mercato, con il sigillo e contrassegno – hanno precisato fonti dell’ Ispettorato di Conegliano -, sono comunque tutte in linea con quanto prescrive il disciplinare. Va ricordato che il nostro è anche un lavoro per tutelare il consumatore”. I controlli, eseguiti nelle scorse settimane, hanno visto gli degli investigatori concentrarsi in particolare su una ventina di aziende trevigiane del Docg. “Come avviene in ogni situazione – osserva ancora l’Ispettorato -, c’è chi si attiene alle regole e chi no”. Diverse aziende vinicole stanno ancora producendo gli atti richiesti. L’Ispettorato anti-frodi sottolinea infine l’importanza di attendere l’esito finale delle verifiche perchè, “come è accaduto anche in passato, ci sono state cantine a cui erano state fatte contestazione che poi, completata la documentazione, sono risultate essere in regola”. (ANSA).

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