Vino, dal rosso benefici per la salute


Se gli effetti antiossidanti e antinfiammatori del vino rosso e dei suoi costituenti sono gia’ noti da tempo, ora si scopre che, a partire dalle sostanze polifenoliche che contiene, e’ possibile indagare sulla possibilita’ di studiare e sviluppare estratti e associazioni polifenoliche che dal vino e nel vino troverebbero una fonte inesauribile e a basso impatto economico. Lo dice una ricerca del Dipartimento Scienze Ambientali dell’Universita’ degli Studi di Siena e Citta’ del Vino, che ha messo in evidenza il reale effetto biologico dell’alimento vino e ha creato una base di studio razionale per lo sviluppo di prodotti polifenolici con attivita’ antiossidante ed antinfiammatori.
“Occorre sostenere la ricerca – sottolinea il presidente delle Citta’ del Vino Giampaolo Pioli – perche’ e’ solo attraverso la conoscenza che si possono stigmatizzare i comportamenti devianti e gli eccessi e sviluppare una cultura del bere vino consapevole”. La ricerca ha rimarcato il ruolo fondamentale dei polifoenoli contenuti nel vino come antiossidanti naturali, con effetto protettivo, prima di tutto, sul sistema cardiovascolare, capaci anche di generare effetti biologici diversi come l’inibizione dei processi infiammatori no mediati o il ruolo antiaging dovuta all’azione radical scavenger.
La ricerca ha valutato l’attivita’ protettiva del vino rosso e dei costituenti polifenolici maggiormente rappresentativi contro il danno ossidativo (dall’acido gallico come maggiore componente dei composti fenolici alla malvidina come principale antociano, dall’epicatechina per i flavanoli al resveratrolo e alla quercetina per i flavonoli) con lo scopo di indagare il meccanismo d’azione sotteso e il contributo dei singoli costituenti e del fitocomplesso. Le sostanze polifenoliche, isolate e in associazione, mostrano – spiega la ricerca – un’attivita’ molto elevata che viene mantenuta anche nel vino. La notevole differenza di attivita’ biologica piu’ volte discussa in letteratura tra vino rosso e vino bianco risulta finalmente chiarita in modo inequivocabile poiche’ e’ proprio il pool polifenolico e la componente antocianosidica, caratteristiche dei vini rossi, a manifestare in maniera piu’ evidente l’azione antiossidante. Questa, nei vini rossi, e’ dovuta alla sinergia dell’azione antiradicalica e al comportamento redox, attivita’ in particolare esplicate dalla malvidina e dagli antocianosidi.
Un’azione che non e’ cosi’ scarsa come spesso ipotizzato: il vino rosso ha, infatti, effetto biologico anche consumato in modo moderato, al massimo due-tre bicchieri al giorno, ovvero un bicchiere abbondante a pasto.
Secondo i risultati delle analisi, i vini selezionati e studiati hanno composizioni chimiche molto diverse tra loro. In particolare la variazione dei polifenoli e’ del 257% mentre quella relativa agli antociani addirittura del 387%, e il resveratrolo e’ uno dei costituenti con la variazione maggiore tra vino e vino. Inoltre, tutti i vini sono dotati di una ragguardevole capacita’ antiradicalica, e i risultati avvalorano l’ipotesi di un favorevole effetto biologico ottenibile da un moderato consumo di vino rosso. Il resveratrolo, poi, da solo, non ha un potere antiossidante e antiradicalico molto elevato.

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