Vino: diritti di impianto, il punto dopo riunione gruppo alto livello


Ci sono ancora richieste e interrogativi ma “in linea generale le idee della Commissione europea per regolamentare il futuro della produzione di vino sono stati ben accolte da parte degli Stati membri” nella riunione ad alto livello che si è conclusa oggi a Palermo. Lo assicura a Bruxelles Roger White, portavoce del commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos. Sono essenzialmente due le piste di intervento presentate a Palermo dal Direttore generale per la politica agricola alla Commissione europea ai rappresentanti dei 27 Stati membri. In primo luogo, per i vini a indicazione geografica garantita e protetta si vuole “trasferire agli attori economici la gestione delle loro superfici coltivate a vigneti. La gestione potrebbe rientrare negli impegni richiesti alle organizzazioni professionali” come le organizzazioni di produttori o quelle interprofessionali. Tra gli esempi riportati anche “i Consorzi di tutela”. Tutte decisioni dovranno comunque essere avallate “dalle autorità pubbliche nazionali o regionali”. All’interno di questo sistema si pensa a dare alcune facilità ai giovani agricoltori, tenendo anche conto delle vigne situate in certe tipologie di terreno. La seconda pista riguarda la possibilità “d’introdurre una ‘clausola di salvaguardia’, attivata dagli Stati membri o dalla Commissione europea, in caso di superamento delle soglie (di produzione ndr) prestabilite, sotto la supervisione o il controllo di Bruxelles. In caso si superamento della soglia gli impianti di vigne sarebbero congelati”. In caso di infrazioni scatterebbero sanzioni. (ANSA).

La posizione del Mipaaf: ci sono marcate differenze, il dibattito prosegue

Il dibattito in seno al gruppo alto livello sui diritti di impianto delle superfici a vigneto, dopo l’appuntamento di oggi a Palermo, “resta aperto e proseguirà nel corso della prossima e ultima riunione prevista a Bruxelles in novembre”. Servirà ad “approfondire le proposte sul tavolo che presentano alcune marcate differenze”. Lo afferma il ministero delle Politiche agricole tracciando un primo bilancio sul lavoro svolto oggi nel capoluogo siciliano dal gruppo voluto dal Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, allo scopo di dibattere sulle problematiche e di fornire indicazioni alla Commissione sul controllo del potenziale vitivinicolo nella Ue al termine dell’attuale sistema. All’incontro di Palermo – si legge nella nota del Mipaaf – hanno partecipato le delegazioni degli Stati membri, della Commissione europea e rappresentanti del mondo produttivo. Momento centrale del dibattito la proposta avanzata da 11 Paesi produttori (Italia, Francia, Germania, Austria, Portogallo, Spagna, Grecia, Bulgaria, Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria) relativa ad un sistema più flessibile rispetto all’attuale sistema ed ispirata ai seguenti principi: – mantenimento del quadro regolatorio per l’impianto di vigneti con nuovi elementi di flessibilità; – applicabilità del sistema a tutti i segmenti produttivi ( DO, IG e non IG) – armonizzazione di alcune regole di gestione a livello europeo prendendo a riferimento il principio di sussidiarietà degli Stati membri. Dal canto suo la Commissione ha ipotizzato, invece, una possibile soluzione alla problematica attraverso un sistema basato sulla gestione del controllo della produzione assegnato alle organizzazioni professionali dei produttori con la responsabilità complessiva in capo agli Stati membri. (ANSA).

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