Regolamentare il passaggio da DOC a DOP: la posizione delle Città del Vino

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Il passaggio dalle attuali denominazioni Docg, Doc, Igt alle denominazioni di origine protetta (Dop, Igp e categoria vini da tavola), ma anche ”l’estrema flessibilita’ nell’uso di menzioni e simboli in etichetta”, sono le questione ”piu’ delicate” della rivisitazione della legge quadro sul vino in Italia (L.164/92), compiuta per adeguarsi alle disposizioni europee (Reg. CE n. 479/2008). Questa la posizione, espressa oggi in un’audizione presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, dai rappresentanti delle Citta’ del Vino, associazione che riunisce i comuni italiani ad alta vocazione vitivinicola.
Il presidente dell’associazione, Giampaolo Pioli, ha in particolare evidenziato il rischio di confusione nel consumatore durante la fase, ancora indefinita, di passaggio da una denominazione all’altra, fase durante la quale l’imprenditore sarebbe libero di scegliere il sistema di qualificazione che preferisce. L’associazione, auspicando l’introduzione di un limite di tempo chiaro per la transizione, ha sostenuto come l’introduzione delle nuove denominazioni debba essere vista come un’opportunita’ per il settore.
Tra gli altri punti di discussione: la possibilita’ che le denominazioni di origine comprendano anche territori adiacenti o vicini; la coesistenza di piu’ denominazioni su una stessa area; le pratiche enologiche non consentite; la creazione di un Comitato europeo per il riconoscimento dei vini; infine l’esigenza autogoverno dei Consorzi. (ANSA)

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