Vino, dopo la cantina sotto il mare, si pensa alla vigna sulla portaerei

”Cullo ancora un sogno: utilizzare una portaerei dismessa su cui creare un vigneto viaggiante con un’attrezzata cantina nelle stive in modo tale che, navigando, i vitigni possano sfuggire alle grandinate o cercare la giusta insolazione. Sarebbe il modo migliore per fare pace con il mio stato d’animo”. Potrebbe anche diventare una sfida concreta quella di Piero Lugano, titolare della azienda vinicola Bisson di Chiavari che oggi, intanto, ha stappato presso la Regione Liguria alcune delle 6.500 bottiglie di spumante lasciate decantare per 13 mesi sott’acqua, nella riserva marina di Portofino. Insieme al presidente dell’area protetta Vito Gedda e a rappresentanti della Regione, l’azienda ha fatto assaggiare in anteprima ‘Abissi’, prodotto con una idea innovativa, la ‘spumantizzazione subacquea’ del vino. Il processo, ha ricordato Piero Lugano, ispirato dal ritrovamento sottomarino di anfore di eta’ greco-romana contenenti vino intatto nelle sue proprieta’ organolettiche, ha avuto inizio il 22 maggio 2009 con la posa in fondo al mare di 6.500 bottiglie a una profondità di circa 60 metri in localita’ Cala degli Inglesi, una baia incontaminata tra il faro di Portofino e la Cala dell’Oro. (ANSA).

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