Vino: export da record ma calano i consumi interni

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Cala il consumo interno, ma continuano a far segnare risultati record le esportazioni per il vino italiano. E’ questo, in sintesi, lo scenario che vive la viticoltura italiana, alle prese con un mercato interno in difficoltà e con un dimensionamento delle aziende che rende, spesso, difficile aggredire i mercati con le maggiori potenzialità. E’ il responso della ‘Wine monitor 2013’ l’analisi promossa da Nomisma sul mercato del vino. Se i consumi interni non riescono a risollevarsi (-2% nel 2012, -3,6% nella grande distribuzione), l’export cresce in valore del 6,6%. La recessione non sembra quindi aver risparmiato il vino: ne sono convinti anche i produttori, uno su tre prevede vendite in calo nel prossimo biennio. Tuttavia l’appeal del vino italiano all’estero continua ad essere alta: il 2012 ha fatto segnare un ulteriore record dell’export, con 4,66 miliardi di euro di vini venduti oltre confine: la metà del vino prodotto in Italia è ormai venduto all’estero. E se nel 95% dei casi il 70% dell’export era rivolto ai Paesi Ue, oggi questo valore si è ridotto al 50%. Tuttavia quasi il 40% del totale delle esportazioni è dovuto alla trentina di imprese che supera i 50 milioni annui di fatturato. L’Italia continua ad essere leader nel vino venduto negli Stati Uniti e in Germania, ma spesso ci sono grandi difficoltà in Paesi come Brasile, India, Cina e Russia dove, anche nel consumo di vino, si registrano le crescite maggiori.

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