Vino: Friulano, -70% la coltivazione in dieci anni

Nell’ultimo decennio sono diminuite del 70% le coltivazioni del vitigno del “Friulano”, l’ex Tocai. Lo ha spiegato oggi a Gorizia Antonio Calò, presidente dell’Accademia italiana della vite e del vino, citando i dati dell’ultimo censimento generale dell’agricoltura. A penalizzare il vino, secondo Calò, “la vicenda legata alla denominazione, conclusa male perché mal gestita”. In calo anche le coltivazioni della Malvasia bianca (-66%) e del Sauvignon (-59%), mentre risulta in crescita la messa a dimora di vitigni come Pinot grigio (+50%), Grillo( +238%), Falangina (+64%), Fiano (+82%), Greco bianco (+33%) e Pecorino (+970%). Per Calò “le indicazioni sui nuovi impianti sembrano andare nella direzione di un aumento percentuale dei vitigni bianchi, come da richiesta del mercato”. Sostanzialmente stabile resta, in virtù dei dati relativi agli impianti del 2005, la situazione di Garganega e Vermentino, mentre appaiono in calo Sauvignon bianco, Trebbiano toscano, Trebbiano romagnolo, Malvasia bianca, Catarratto e Pinot bianco; salgono invece Chardonnay e Prosecco. Intervenuto nel corso del convegno ‘Opportunita’ e minacce per i vini bianchi d’eccellenzà, il presidente dell’Accademia del vino ha illustrato anche la situazione del Friuli Venezia Giulia, “in controtendenza rispetto al resto d’Italia, con un sensibile aumento degli impianti, soprattutto di Pinot grigio. Nel goriziano la Ribolla gialla, in un contesto di valorizzazione, è utilizzata nel 3-4% degli impianti, mentre il Picolit – ha concluso – è presente in percentuali inferiori all’1%”. (ANSA).

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