Vino: Hogan, liberalizzazione Ue non penalizzerà Italia

Bicchiere Barbera d'Asti 6_foto G.Morra- ridimensionatoLa liberalizzazione dell’uso dei nomi dei vitigni allo studio della Commissione Ue non penalizzerà i vini ‘Made in Italy’ identificati da denominazioni che, secondo un’analisi della Coldiretti, valgono almeno 3 miliardi. Lo ha detto in un incontro a Bruxelles al ministro delle politiche agricole Maurizio Martina il commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan. A Bruxelles Martina ha incontrato anche il commissario alla salute e sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis con cui ha affrontato il tema della Xylella.
”Non c’é alcuna intenzione di pervenire a modifiche che penalizzino l’attuale modello del sistema vitivinicolo italiano di qualità”, ha assicurato Hogan in risposta alla ”netta contrarietà dell’Italia a ipotesi di liberalizzazione dell’uso dei nomi dei vitigni” manifestata da Martina, che ha ribadito ”la necessità di non cambiare le attuali norme che regolano l’utilizzo delle denominazione dei vini”. Interrogato dall’ANSA sull’incontro, il portavoce di Hogan, Daniel Rosario, ha indicato che il commissario “ha riconosciuto l’importanza della questione per i vini italiani e rassicurato il ministro che nell’attuale esercizio di modifiche tecniche, la Commissione europea non ha alcuna intenzione di andare contro la sensibilità del settore vitivinicolo italiano e che non ci sarebbero state conseguenze per le denominazioni già protette”.
Ma con Hogan il ministro Martina non ha parlato solo di vino. Tra gli altri temi discussi anche la semplificazione della Pac, il mercato del latte e l’export. In particolare Martina ha sottolineato “la necessità di un ulteriore monitoraggio dell’andamento del mercato del latte a livello europeo proponendo al commissario di valutare nuovi interventi a favore degli allevatori”. Al riguardo “il commissario Hogan – ha spiegato il ministro – ha comunicato che verranno ripartite a breve anche a favore dell’Italia le quote residue dello stoccaggio privato di formaggi che non sono state utilizzate dagli altri Paesi”.
Altro tema importante affrontato da Martina a Bruxelles è stato quello della Xylella, di cui ha parlato con il commissario Andriukaitis. “Abbiamo condiviso una serie di passaggi che metteremo in pratica a partire dalle prossime ore, – ha spiegato il ministro – in particolare questa idea di un piano nazionale che irrobustisca molto ciò che già stiamo facendo, cioè monitoraggi, controlli, attività, per gestire il tema”. “I due hanno avuto uno scambio di vedute costruttivo e la Commissione ha preso nota delle azioni intraprese dal governo, in piena trasparenza”, riferiscono fonti comunitarie vicine a Andriukaitis. Martina ha dettagliato al commissario Ue le azioni che l’Italia sta mettendo in campo per la salvaguardia del patrimonio olivicolo, a partire dall’istituzione ”dell’Area indenne da Xylella per tutto il territorio nazionale tranne le zone già interessate”. “Abbiamo chiesto poi al commissario – ha affermato Martina – di costituire un gruppo scientifico di alto livello europeo e internazionale, a cui affidare ulteriori valutazioni delle attività svolte e da svolgere per contrastare la diffusione della Xylella”. (ANSA)

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