Vino, la fascia medio-alta non sente la crisi

In Italia si beve sempre meno vino, vero. Ma c’é una fascia di mercato, quella medio-alta, che nonostante la crisi e il cambiamento di abitudini a tavola, continua a mantenere buone performance. A delineare il quadro è Marcello Meregalli, Ad dell’omonimo gruppo leader nella distribuzione di vini di qualità nella Penisola, che nota una crescita per le bollicine di qualità, accompagnata da una nuova tendenza delle denominazioni storiche a praticare prezzi “più in linea con la situazione di mercato” (tra i 10-20 euro in enoteca e 20 al ristorante). Una strategia, quella della qualità al giusto prezzo, che sembra dare i suoi frutti anche nella grande distribuzione: “il Brunello di Montalcino (prezzo medio 17,2 euro), per fare un esempio, è cresciuto del 14,8% nel 2011. Insomma, sembra che in tempi di crisi il consumatore preferisca magari bere una bottiglia in meno, ma più buona. Siamo tornati a fare spese più oculate, ma spendiamo soldi per soddisfare di più le esigenze del nostro organismo, e il vino fa parte di questo fenomeno”. Per il prossimo futuro si prevede il consolidamento di quella fascia, prima considerata media, diventata con la crisi medio alta, che parte dai 5-7 euro nella Gdo e dai 10 in enoteca. Buone prospettive anche per le bollicine e per i vini stranieri, che sembrano tornati a livelli pre-crisi.

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