Vino: molti appassionati prendono le distanze dalle guide


Aumenta la distanza tra mondo delle guide e mondo degli appassionati del vino: secondo un’indagine condotta sul web da Winenews e Vinitaly (su un campione di 1.110 persone, prevalentemente uomini, di età compresa tra i 30 e i 45, con un elevato titolo di studio), solo il 37% degli amanti del buon bere si lascia consigliare da una pubblicazione nelle proprie scelte d’acquisto, mentre il 30% dei consumatori preferisce affidarsi al passaparola o al proprio venditore di fiducia e il 33% si dice influenzato dai giudizi degli esperti solo qualche volta. Un dato che mostra un progressivo allontanamento degli appassionati dalle guide: allo stesso sondaggio di cinque anni fa avevano risposto a favore delle guide il 53% degli intervistati (calo del 16%). Alcuni appassionati ‘scettici’ affermano di consultare le guide per avere informazioni sulle aziende, ma ritengono le valutazioni influenzate da altri fattori oltre che dalla qualità; altri criticano la mancanza di novità o la scarsa attenzione alle aziende più piccole; c’è poi chi si è sentito ‘tradito’ da un giudizio non condiviso, chi considera le guide solo un punto di partenza, chi si fida più del proprio giudizio o di quello di amici e negozianti. Su un punto gli intervistati sembrano concordare: le guide dovrebbero tornare a coinvolgere più da vicino gli appassionati, recuperando il loro mestiere di informatori, ma anche e soprattutto di educatori alla cultura del buon bere consapevole. La guida abitualmente acquistata dagli ‘enonauti’ (31% voti) è ‘Vini d’Italià del Gambero Rosso, considerata completa, esauriente e affidabile. Seguono ‘Duemilavini’ (23%) di Ais Bibenda, ‘Slow Wine’ di Slow Food (17%), ‘Vini d’Italià de L’Espresso (12%), ‘I Vini di Veronelli’ (6%), ‘ViniBuoni d’Italià del Touring Club (4%) e l”Annuario dei Migliori vini Italianì di Luca Maroni (2%). Ma l’acquisto delle guide non coincide con la sua consultazione: la maggior parte degli intervistati (29%) consulta infatti ‘Duemilavini’ di Ais-Bibenda, in testa alla classifica davanti al Gambero Rosso (25%) e a Slow Food (16%), a L’Espresso (14%), a Luca Maroni e Veronelli (7%) e al Touring (2%).

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