Vino: momento d’oro per il vigneto del Lazio


Arriva una promozione autorevole per l’impegno dei viticoltori del Lazio. Per il vigneto regionale lo stato di salute è “eccezionale. Siamo davanti ad un anno di ulteriore crescita, sia nelle produzioni base che nei picchi. E’ un momento di grazia per i produttori del Lazio, e i ristoratori rispondono bene, dimostrandosi pronti a mettere in carta i nuovi vini laziali”. A dirlo è Luca Maroni, autore dell”Annuario dei migliori vini italiani 2012′, presentato ieri sera all’enoteca regionale Palatium, e da quest’anno sfogliabile su Iphone e Ipad. Il volume e l’applicazione descrivono oltre 11mila vini con relativo abbinamento gastronomico, e quasi 2mila aziende produttrici Nel Lazio, ha detto ancora l’esperto, “è stato esteso il principio delle produzioni autoctone. E il comparto dà segnali di sviluppo: molti conferitori diventano produttori. Arrivano nuove uve, e nuovi vini, che in un momento di crisi economica devono guardare ai mercati esteri”. Maroni ha poi annunciato che Sensofwine 2012 si terrà a Palazzo dei Congressi (Eur) dal 26 al 29 gennaio. “Si tratta di un grande happening – ha detto – dove quest’anno potenzieremo la presenza food: i vini dell’Annuario quindi, ma anche le eccellenze italiane, dal parmigiano reggiano all’olio, con l’obiettivo di farne una sorta di nuovo ‘Natale di Roma’, una kermesse festosa di incontri, scoperte, coinvolgenti degustazioni”. “E’ la prima volta – ha commentato con soddisfazione, in una nota, il commissario straordinario dell’Arsial Erder Mazzocchi – che Luca Maroni presenta le sue attività presso l’enoteca regionale, segno di inizio collaborazione, che peraltro vedrà l’Arsial e Palatium supportare l’Annuario nella raccolta dei campioni da degustare. Con gran piacere – ha concluso – abbiamo visto crescere i riconoscimenti di qualità con due connotazioni: sono stati premiati sia gli autoctoni che gli internazionali che hanno messo radici nel Lazio; e sono stati premiati tutti i territori, dall’Aleatico di Gradoli al Moscato di Terracina, segno che la qualità non è più a macchia di leoapardo ma generalizzata”. In degustazione i vini top del Lazio secondo l’Annuario, che sono: Mater Matuta 2008 (96) e Aphrodisium 2010 (90) di Casale del Giglio; Colle dei Marmi 2010; Colle dei Marmi 2010 (90) dell’Azienda Agricola Le Rose; Montiano 2009 (96) e Soente 2010 (91) di Falesco; Baccarossa 2009 (98) e Donnaluce Lazio Bianco 2010 (95); Cesanese San Magno Corte di Papi 2009 (96) di Colletonno; Lilium 2010 (90) di Gelso della Valchetta; Amadis 2009 (93) di Isabella Mottura – Tenuta di Tregognano.(ANSA).

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