Vino: vola l’export ma il valore non è sempre riconosciuto


In Italia il consumo del vino è ancora stazionario ma l’export vola con un +14% di spedizioni nel primo semestre rispetto allo stesso semestre del 2010. Meno bene l’incremento del valore (+13%), “a sottolineare che c’è mediamente un non riconoscimento del valore nazionale”. E’ quanto rileva Giampietro Comolli, direttore dell’Osservatorio economico vini effervescenti (Ovse). Il valore ‘sottotono’ riguarda – sottolinea l’Ovse – soprattutto il prodotto sfuso, ancora a prezzi all’origine decisamente bassi fra lo 1,75-1,85 euro/litro. E questo deprezza enormemente tutto il valore del comparto. Le spedizioni di bottiglie in assoluto sono in calo, mentre il valore medio di una bottiglia di vino italiano è cresciuta del 9% rispetto al primo semestre del 2010. Le vendite vanno meglio nei Paesi Terzi (+22%) che nei mercati europei(+11%). In particolare, fra le esportazioni in bottiglia, i vini spumanti continuano la crescita e la scalata per volumi e valori registrando in sei mesi un +21% dei volumi e un +22,5% dei valori. Buone performance individuali di alcune denominazioni di origine si registrano per i consumi di Gavi docg spumante classico (+22%), Asti Docg, Brachetto d’Acqui Docg, Prosecco Docg e – il più gettonato in Italia e all’estero – il Prosecco doc Treviso. In aumento anche le consegne di Prosecco Doc e forte balzo in avanti di richieste di vini spumanti Lambrusco e dei rosati italiani, metodo italiano, sui mercati dell’Est Europa. (ANSA).

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