Virus suini Shangai: Cia, in Italia nessun rischio

maiali4La carne suina sulle nostre tavole è soprattutto ‘made in Italy’. E laddove si ricorre all’import, è di origine comunitaria. Non c’é quindi alcun rischio legato all’allarme lanciato oggi a Shanghai, dove analisi di laboratorio hanno rilevato tracce di un virus suino in campioni di acqua del fiume Huangpu. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Il nostro Paese – spiega la Cia – conta 5 mila allevamenti di suini, per un totale di 9 milioni di capi, che si concentrano soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, regioni che da sole ‘fanno’ l’84 per cento del patrimonio nazionale. Per un valore alla produzione di 2,5 miliardi di euro. Quanto all’import, l’Italia acquista dall’estero carne suina sia fresca che congelata, pari a 1,2 miliardi di euro. Ma in ogni caso si tratta di prodotti provenienti dall’Unione europea. Tutti peraltro sottoposti a un’efficace sistema di controlli, fondamentali per garantire ai consumatori la sicurezza nel piatto. Ai Paesi extra Ue, al contrario, è orientata una fetta del nostro export, ancora limitata, ma in forte crescita. E per quanto riguarda le carni suine – continua la Cia – sono soprattutto i prosciutti e i salumi ad essere venduti oltreconfine. In casi come questo – conclude la Cia – è importante saper distinguere tra rischi reali e presunti, evitando di generare allarmi quando non sussistono motivi di pericolo per i consumatori. (ANSA)

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