Il vulcano islandese mette ko pangasio del Vietnam e rose del Kenia

Sta scomparendo nei banconi di supermercati e pescherie il pangasio del Vietnam, il persico del Nilo, la cernia africana e il tonno dell’Oceano Indiano, con il rischio di bolle speculative sui prezzi. E’ l’effetto delle ceneri del vulcano islandese che, provocando il caos nei voli, ha bloccato l’arrivo dei prodotti ittici piu’ comuni provenienti dall’estero.
Lo riferisce la Coldiretti che ha recentemente associato anche le imprese del settore della pesca e dell’acquacoltura attraverso la costituzione di ‘Impresa Pesca’ (Associazione nazionale della pesca e dell’acquacoltura). Tra gli alimentari e’ proprio il pesce, essendo particolarmente deperibile, a risentire del blocco aereo a causa della forte dipendenza italiana dall’estero; un import che, secondo la Coldiretti, rappresenta oltre il 60% dei consumi nazionali.
Anche perche’ gli italiani sono molto abitudinari nella scelta delle specie da acquistare e poco propensi al cambiamento. ”Il pesce in questi giorni non solo non manca – spiega Tonino Giardini presidente di ‘Impresa pesca’ di Coldiretti – ma essendoci un’abbondanza di prodotto gli italiani hanno una possibilita’ in piu’ di consumare made in Italy; quanto ai prezzi – conclude – occorre tenere gli occhi ben aperti perche’ potrebbe esserci il rischio di speculazioni”. Va comunque sottolineato che il prodotto che viene importato dai Paesi vicino all’Italia, come Slovenia, Grecia e Croazia, arriva via nave e quindi non ha risentito del blocco dei voli.
A fare le spese dell’eruzione islandese, sempre secondo Coldiretti, anche le rose del Kenia e almeno 10 milioni sarebbero quelle andate distrutte. Lo stato africano infatti è il principale esportatore mondiale verso i mercati europei, soprattutto di rose ma anche di orchidee e lilium, che arrivano in Europa per via aerea attraverso l’Olanda da dove – continua la Coldiretti – vengono poi spedite nei diversi Paesi. Lo stop alle importazioni non influenzerà comunque la disponibilità a livello nazionale poiché l’Italia – conclude la Coldiretti – è all’avanguardia nella coltivazione di fiori e piante e, in base ai risultati dell’ultimo censimento dell’agricoltura, risultano attive oltre 33.000 aziende florovivaistiche. I fiori più coltivati in Italia sono nell’ordine i garofani e appunto le rose.

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