Zaia: contro gli Ogm chiederemo la clausola di salvaguardia

“Ribadiamo la nostra ferma contrarietà agli organismi geneticamente modificati. E ci muoveremo in tutte le direzioni a nostra disposizione per far sì che gli Ogm non attentino alla nostra agricoltura identitaria, culla della biodiversità che intendiamo preservare. Per questo avvieremo la procedura per richiedere la clausola di salvaguardia con cui bloccare la commercializzazione e la coltivazione di questi prodotti nei nostri territori. E valuteremo anche l’ipotesi di un referendum per consultare i cittadini: il volere del popolo è sovrano, e a noi risulta che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria agli Ogm. Collaboreremo con chiunque vorrà essere al nostro fianco in questa battaglia.”
Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia durante la conferenza stampa di oggi presso il Ministero, all’indomani della decisione della Commissione europea di dare il via libera alla coltivazione della patata Ogm Amflora.
“Non è vero, come vorrebbero farci credere, che questa coltivazione sarà destinata solo ad usi industriali, visto che verrà utilizzata anche per i mangimi animali. Questo significherebbe introdurre nella nostra catena alimentare gli organismi geneticamente modificati. Per dodici anni la Commissione ha continuato a dire no a queste coltivazioni in modo prudenziale; ora, invece, si decide di aprire la strada agli Ogm. È singolare che finora si sia tenuta una determinata linea, per poi abbandonarla improvvisamente.”
“La nostra non è una presa di posizione ideologica – ha detto il Ministro – bensì il frutto di un’analisi approfondita dei diversi aspetti della questione. Sul fronte economico, l’argomentazione secondo la quale migliorerebbe il reddito degli agricoltori è assolutamente infondata: gli agricoltori sono alle prese con le medesime difficoltà legate alla difficile congiuntura del settore con o senza Ogm, e anzi nelle Borse, come quella di Milano, Ogm-free prodotti come il mais e il grano registrano prezzi più elevati rispetto a Borse, come quella di Chicago, che trattano commodities Ogm. Il problema, semmai, è quello di un mercato asfittico che bisogna rivitalizzare. Verrebbe la tentazione di chiedere una fideiussione sui loro capitali a coloro che raccontano favole agli agricoltori sugli Ogm panacea di tutti i mali. Inoltre, i cibi Ogm diventerebbero i cibi dei poveri, mentre quelli biologici alimenti per i ricchi.”
“Ancora più odiosa è la teoria secondo la quale gli Ogm aiuterebbero a eliminare la fame nel mondo: il problema non è l’aumento della produzione, che può aversi tranquillamente senza Ogm, ma quali politiche mettere in atto per far sì che il cibo arrivi alle popolazioni più sfortunate del pianeta. Tra l’altro, la produzione degli Ogm è destinata perlopiù all’Occidente obeso, non certo a quella parte del mondo che muore di fame”.
“E anche dal punto di vista della salute, la comunità scientifica è divisa, ma diversi studi dimostrerebbero ripercussioni sul sistema immunitario e alcune malattie, anche gravi. Per quanto riguarda l’aspetto ambientale, è opinione diffusa che non vi sia alcuna garanzia assoluta che le coltivazioni Ogm non vadano a intaccare il terreno circostante. Non vogliamo che i nostri territori, che si fondano sulla biodiversità e il rispetto dell’ambiente, siano contaminati da organismi che rischiano di avere impatti devastanti sull’intero ecosistema e di inquinare una agricoltura ricca e diversificata come la nostra”.
“Per questo vogliamo rafforzare il sistema di certificazioni e di etichettatura, per dare il maggior numero di informazioni ai consumatori sulla presenza di tracce di Ogm negli alimenti. E devo dire che anche la soglia dello 0,9, al di sotto della quale non è necessario indicare la presenza di Ogm nelle sementi, non ci convince. A questo punto, apriamo un ragionamento approfondito anche sulla cosiddetta soglia di tolleranza”.

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