Zootecnia: ora sono i robot a servire il pranzo ai bovini


E’ considerato la nuova frontiera nell’universo tecnologico riservato alle stalle. E’ il robot di alimentazione per le vacche da latte. Uno strumento di cui in Italia, per ora, si parla soltanto ma che nei Paesi del Nord Europa, Olanda in testa, e’ gia’ particolarmente diffuso con notevole soddisfazione degli allevatori. “Nel mondo sono circa una quindicina le aziende impegnate nella realizzazione del robot di alimentazione per le vacche da latte – spiega Domenico Pessina, docente presso il Dipartimento di ingegneria agraria all’Universita’ di Milano. Un’innovazione tecnologica che sostituisce il tradizionale carro miscelatore. La filosofia che lo caratterizza e’ soprattutto quella di poter garantire una distribuzione personalizzata della razione a cominciare dalla composizione, e che consente di somministrare l’alimento in base al numero di capi e ai momenti della giornata, tenendo anche in considerazione la stagionalita’ in cui ci si trova a operare.” Uno strumento per ottenere una maggiore e migliore produzione di latte. “Abbinato al robot di mungitura, forma un’accoppiata che permette di arrivare a risultati davvero eccellenti.
Fornendo alla vacca una razione personalizzata sia per composizione che per quantita’ distribuita in diversi momenti della giornata, si impedisce all’alimento di fermentare e allo stesso tempo di mantenere pressoche’ inalterata la sua appetibilita’, favorendone cosi’ la completa assunzione da parte della bovina. L’animale quindi mangia di piu’ e produce di piu’ sia in termini quantitativi che qualitativi. Il robot di mungitura porta le mungiture giornaliere a una media di poco superiore a tre rispetto alle due tradizionali, e per ognuna si registra una lieve flessione dei volumi. Ma nel computo globale alla fine della giornata i quantitativi di latte prodotti risultano sempre superiori”.
Una prospettiva affascinante, ma che pone alcuni interrogativi sui costi e sulle dimensioni delle stalle dove il robot potrebbe trovare migliore collocazione. “L’investimento e’ importante, non c’e’ dubbio – sottolinea Pessina – parliamo di cifre a cinque zeri che possono affrontare solo allevamenti di determinate dimensioni. Non dimentichiamo poi che l’introduzione del robot di alimentazione richiede quantomeno un adeguamento della stalla se ci si riferisce a strutture gia’ esistenti. Ma, ci tengo a ribadirlo, il suo utilizzo puo’ portare molti benefici, senza comunque ridimensionare il ruolo dell’allevatore, che anzi acquisisce una maggiore professionalizzazione. A lui rimangono i compiti di sorveglianza, di controllo dello stato sanitario delle vacche, di coordinamento. Un ruolo insostituibile che un appropriato utilizzo della moderna tecnologia puo’ solo qualificare”.
“Innovazione” e’ oggi una delle parole d’ordine dell’allevamento, e certamente una delle chiavi che puo’ contribuire in modo significativo al miglioramento del lavoro in azienda. Per scoprire le attrezzature piu’ moderne ed efficaci l’appuntamento e’ fissato a Cremona dal 25 al 28 ottobre 2012, con la Fiera Internazionale del Bovino da Latte: un’imperdibile occasione di approfondimento e conoscenza delle novita’ legate all’allevamento delle vacche da latte, con oltre 800 marchi in arrivo da tutto il mondo e un programma di appuntamenti studiati ad hoc per tutti gli attori della filiera.(AGI)

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