Zuccherifici: le sfide di Eridania Sadam, il 3 agosto nel parmense un convegno sul futuro del comparto


Il futuro della barbabietola da zucchero». È il titolo di un convegno che si svolgerà mercoledì 3 agosto 2011 a Tre Casali (Parma), in piazza Pertini alle 20.30, nel quale è prevista la partecipazione di Daniele Bragaglia, direttore generale di Eridania Sadam, la società saccarifera di proprietà della famiglia Maccaferri, del vice-presidente della Provincia di Parma Pier Luigi Ferrari e del sindaco di Tre Casali Nicola Bernardi.

L’appuntamento, previsto nell’ambito della 142ª edizione della sagra di Tre Casali, rappresenta un’occasione importante per un aggiornamento sulle prospettive e sul futuro di una filiera, quella bieticolo-saccarifera, sottoposta ad un pesante ridimensionamento dalla riforma europea dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) del 2006, e delle sue strategie per affrontare il futuro.

Uno dei quattro zuccherifici italiani sopravvissuti alla riforma, infatti, è quello di San Quirico (Parma), capace di produrre 140mila tonnellate/anno di zucchero e roccaforte di un marchio storico dello zucchero italiano, “Eridania”. Dal 2006, su questo impianto industriale, Eridania Sadam, del gruppo Maccaferri, che ne detiene la proprietà, ha disposto ingenti investimenti per la modernizzazione degli impianti di produzione dello zucchero, il rilancio e il potenziamento del marchio sui mercati, il risparmio energetico e la creazione di una filiera agro-industriale competitiva con le mutate condizioni dell’economia internazionale.

Nello specifico, nello stabilimento di San Quirico sono stati investiti 55 milioni di euro per gli adeguamenti tecnologici dell’impiantistica saccarifera e l’ottimizzazione della loro efficacia, e impegnativo (89 milioni) è anche il piano di stanziamenti del gruppo Maccaferri per la realizzazione di un polo energetico presso l’area.

Lo zuccherificio, infatti, sta diventando un polo multifunzionale per la produzione di zucchero ed energia. Nel 2011 sono già entrati a regime un impianto a biogas, alimentato con polpe di scarto, colletti e foglie delle barbabietole, e un complesso sistema fotovoltaico, ed è stato avviato l’iter per la richiesta di autorizzazione per realizzare una centrale a biomasse con prodotti legnosi e cereali no food.

Attraverso questa strategia differenziata, Eridania Sadam e il gruppo Maccaferri rispondono alla delicata sfida che caratterizza il mercato saccarifero e la filiera agricola, e conferma la propria volontà di sviluppo di uno storico sito industriale italiano.

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